Dall’integrazione all’inclusione

L’Italia è stata tra i primi Paesi a scegliere la via dell’integrazione degli alunni con disabilità in scuole e classi comuni

• dallesclusione allinserimento

• dallinserimento allintegrazione

• dallintegrazione allinclusione

“…in particolare nei sistemi educativi e formativi “includere” significa rimuovere ogni barriera agli apprendimenti e alla partecipazione superando la logica e la pratica dei “bisogni educativi speciali” (Booth T., Ainscow M., 2004)

INTEGRAZIONE

INCLUSIONE

  •  Si riferisce all’ambito educativo in senso stretto.
  •  Guarda al singolo alunno.
  •  Interviene prima sul soggetto, poi sul contesto.
  •  Incrementa una risposta speciale.
  •  Si riferisce alla globalità delle sfere
  • Si riferisce alla globalità delle sfere educativa, sociale e politica.
  •  Guarda a tutti gli alunni.
  •  Interviene prima sul contesto, poi sul soggetto.
  •  Trasforma la risposta speciale in normalità.

“L’educazione inclusiva è un processo continuo che mira ad offrire educazione di qualità per tutti rispettando diversità e differenti bisogni e abilità, caratteristiche e aspettative educative degli studenti e delle comunità, evitando ogni forma di discriminazione”(International Conference on Education-Ginevra 2008)

E inclusiva una scuola che permette a tutti gli alunni, tenendo conto delle loro diverse caratteristiche sociali, biologiche e culturali, non solo di sentirsi parte attiva del gruppo di appartenenza, ma anche di raggiungere il massimo livello possibile in fatto di apprendimento.

LA SCUOLA PER TUTTI E PER CIASCUNO

Attraverso il potenziamento della cultura dell’inclusione per realizzare il diritto all’apprendimento per tutti gli studenti e gli alunni anche in situazione difficoltà. Risulta evidente che la semplice presenza degli alunni disabili o con DSA o in difficoltà nelle nostre scuole non basta a costruire una scuola inclusiva.

Occorre:

  • Che l’azione educativa fornisca risultati efficaci per TUTTI e per CIASCUNO.
  • Cambiamento nel modo d’insegnare e di valutare che valga per TUTTI e per CIASCUNO.
  • Cambiamento nell’organizzazione.

Quindi per la scuola non è importante l’approccio clinico ma l’approccio educativo che permette di individuare strategie e metodologie di intervento correlate alle esigenze educative personalizzate.

Non è importante, quindi, preoccuparsi di definire chi sono i BES; importante invece è cambiare il modo di insegnare e di valutare affinché ogni studente in relazione alla sua manifesta difficoltà trovi la giusta risposta.

Accolto ciò possiamo dire che gli alunni con BES sono coloro che richiedono di una particolare accentuazione della personalizzazione che resta fondamentale per ciascuno.

Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. Oggi lo scenario è cambiato: bisogna rafforzare il paradigma inclusivo. E’ cambiata anche la definizione di benessere.

L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. Tre grandi sottocategorie:

1) disabilità

2) DSA e/o Disturbi evolutivi specifici

3) svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (compresi nuovi disagi e studenti stranieri).

Per quanto riguarda disabilità e DSA, possiamo contare su una discreta esperienza e sull’ausilio di una consistente produzione di testi specifici e sul supporto di medici ed operatori sanitari.

Per quanto riguarda i BES del terzo tipo non certificati (quasi sempre) occorre costruire un nuovo approccio alla problematica.

Le risorse non sono infinite In una logica di singole risposte a singoli bisogni: richiesta esponenziale di risorse.

Va potenziata la cultura dell’inclusione anche mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curricolari.

Strumenti

LA DIAGNOSI FUNZIONALE

E’ lo strumento che definisce le principali caratteristiche del funzionamento della persona, in relazione ai diversi contesti di vita. È il primo elemento su cui si costituisce il progetto di vita individuale che si declinerà negli interventi di potenziamento delle capacità e funzioni in ambito scolastico ed extrascolastico con la realizzazione del PDF e del PEI viene redatta dall’équipe che certifica. Si tratta della descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’allievo quando viene in contatto con la struttura sanitaria. Mette in evidenza le potenzialità dei soggetti negli ambiti:

  • cognitivo
  • affettivo-relazionale
  • linguistico
  • sensoriale
  • motorio-prassico
  • neuropsicologico
  • autonomia personale e sociale

Contiene tutti gli elementi necessari per accedere agli interventi educativi, assistenziali e di sostegno previsti e deriva dall’acquisizione di elementi clinici psico-sociali. La Diagnosi Funzionale deve essere redatta in tempo utile per l’assegnazione delle forme di sostegno previste per l’anno scolastico successivo E’ soggetta al segreto d’ufficio.

Normativa:

  • D.P.R. 24/02/1994, art. 3
  • L. 5/02/92 n. 104 art.12
  • C.M. n.250/85
PROFILO DINAMICO FUNZIONALE (PDF)

Il profilo dinamico funzionale va compilato come da accordo di programma:

  • l’inizio del primo anno di frequenza,
  • verificato periodicamente,
  • aggiornato a conclusione del ciclo, sulla base della conoscenza dell’alunno e del contenuto della Diagnosi Funzionale.

E’ lo strumento di raccordo tra le conoscenze sanitarie, educativo didattiche e familiari per individuare modalità su cui articolare il PEI. Viene redatto dalla scuola, ULSS, e famiglia che concordano gli obiettivi didattici ed educativi e le proposte di attività che saranno programmate durante l’anno scolastico e controfirmato da tutte le componenti.

Normativa:

  • Legge 104/92
  • D.P.R. 24/02/94, art.4
PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI)

“è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati…in un determinato periodo di tempo…”

  • descrive gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro predisposti per l’alunno in un determinato periodo di tempo ai fini della realizzazione del diritto all’’educazione e all’istruzione;
  • è redatto dall’insegnante di sostegno e dagli insegnanti curriculari in collaborazione con operatori sanitari e genitori;
  • tiene presenti i progetti didattico educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonché le forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche;
  • è correlato alle disabilità dell’alunno stesso, alle sue conseguenti difficoltà e alle potenzialità comunque disponibili;
  • Viene preparato nel periodo ottobre-novembre A.S. in corso, rinnovato ogni anno.

Il gruppo che redige il P.E.I., tiene conto delle indicazioni contenute nella Diagnosi Funzionale (DF) e nel Profilo Dinamico Funzionale (PDF), propone interventi integrati fra loro. Queste proposte devono essere finalizzate al superamento della disabilità, delle difficoltà che da questa derivano e mirare allo sviluppo delle potenzialità esistenti e si riferisce a progetti educativi, riabilitativi e di socializzazione, nonché a forme di integrazione tra attività scolastica ed extrascolastica.  Infine verifica anche il raggiungimento degli obiettivi previsti.

Normativa:

  • C.M. 250/85
  • Legge 104/92
  • D.P.R. 24/02/94
NUOVE SEGNALAZIONI
 
Nel caso si rendesse necessaria la segnalazione di un alunno, è essenziale rendere nota la situazione al Dirigente Scolastico e alla Funzione Strumentale dell’Inclusione, di seguito con estremo tatto, alla famiglia. In secondo luogo dovrà essere compilato, in triplice copia, il modello di segnalazione (Modello S). Ogni copia dovrà essere firmata dal consiglio di classe, dai genitori, dal Dirigente ed, in seguito, portata a far protocollare in segreteria. Una copia verrà consegnata agli atti, in Presidenza. La seconda copia rimarrà al consiglio di classe, mentre la terza sarà data alla famiglia la quale dovrà utilizzarla per richiedere la prima visita dallo specialista e porre inizio all’iter della valutazione dell’alunno.
Novità in merito sono previste a partire dall’a.s. 20120/2021: l’ASl della Romagna ha impartito nuove modalità di segnalazione per gli alunni con B.E.S.