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"G. Zavalloni" - Riccione

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Normativa

da | Feb 28, 2019

Dall’integrazione all’inclusione

L’Italia è stata tra i primi Paesi a scegliere la via dell’integrazione degli alunni con disabilità in scuole e classi comuni

• dallesclusione allinserimento

• dallinserimento allintegrazione

• dallintegrazione allinclusione

“…in particolare nei sistemi educativi e formativi “includere” significa rimuovere ogni barriera agli apprendimenti e alla partecipazione superando la logica e la pratica dei “bisogni educativi speciali” (Booth T., Ainscow M., 2004)

INTEGRAZIONE

INCLUSIONE

  •  Si riferisce all’ambito educativo in senso stretto.
  •  Guarda al singolo alunno.
  •  Interviene prima sul soggetto, poi sul contesto.
  •  Incrementa una risposta speciale.
  •  Si riferisce alla globalità delle sfere
  • Si riferisce alla globalità delle sfere educativa, sociale e politica.
  •  Guarda a tutti gli alunni.
  •  Interviene prima sul contesto, poi sul soggetto.
  •  Trasforma la risposta speciale in normalità.

“L’educazione inclusiva è un processo continuo che mira ad offrire educazione di qualità per tutti rispettando diversità e differenti bisogni e abilità, caratteristiche e aspettative educative degli studenti e delle comunità, evitando ogni forma di discriminazione”(International Conference on Education-Ginevra 2008)

E inclusiva una scuola che permette a tutti gli alunni, tenendo conto delle loro diverse caratteristiche sociali, biologiche e culturali, non solo di sentirsi parte attiva del gruppo di appartenenza, ma anche di raggiungere il massimo livello possibile in fatto di apprendimento.

LA SCUOLA PER TUTTI E PER CIASCUNO

Attraverso il potenziamento della cultura dell’inclusione per realizzare il diritto all’apprendimento per tutti gli studenti e gli alunni anche in situazione difficoltà. Risulta evidente che la semplice presenza degli alunni disabili o con DSA o in difficoltà nelle nostre scuole non basta a costruire una scuola inclusiva.

Occorre:

  • Che l’azione educativa fornisca risultati efficaci per TUTTI e per CIASCUNO.
  • Cambiamento nel modo d’insegnare e di valutare che valga per TUTTI e per CIASCUNO.
  • Cambiamento nell’organizzazione.

Quindi per la scuola non è importante l’approccio clinico ma l’approccio educativo che permette di individuare strategie e metodologie di intervento correlate alle esigenze educative personalizzate.

Non è importante, quindi, preoccuparsi di definire chi sono i BES; importante invece è cambiare il modo di insegnare e di valutare affinché ogni studente in relazione alla sua manifesta difficoltà trovi la giusta risposta.

Accolto ciò possiamo dire che gli alunni con BES sono coloro che richiedono di una particolare accentuazione della personalizzazione che resta fondamentale per ciascuno.

Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. Oggi lo scenario è cambiato: bisogna rafforzare il paradigma inclusivo. E’ cambiata anche la definizione di benessere.

L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. Tre grandi sottocategorie:

1) disabilità

2) DSA e/o Disturbi evolutivi specifici

3) svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (compresi nuovi disagi e studenti stranieri).

Per quanto riguarda disabilità e DSA, possiamo contare su una discreta esperienza e sull’ausilio di una consistente produzione di testi specifici e sul supporto di medici ed operatori sanitari.

Per quanto riguarda i BES del terzo tipo non certificati (quasi sempre) occorre costruire un nuovo approccio alla problematica.

Le risorse non sono infinite In una logica di singole risposte a singoli bisogni: richiesta esponenziale di risorse.

Va potenziata la cultura dell’inclusione anche mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curricolari.

Chi sono i bes nella normativa

  • Disabilità  (applicazione L.104 / 92 nessuna novità)
  • DSA  (applicazione L.170 / 2010 e successivi DM5669 / 2012, nessuna novità)
  • ALTRI TIPI DI BES:

– Disturbi evolutivi specifici (disturbo del linguaggio, disturbo della coordinazione motoria, disprassia, disturbo dello spettro autistico leggero che non rientri nelle casistiche della l.104 / 92 si riferiscono alle leggi 53/2003 e 170/2010)

– ADHD  (casi gravi L.104 / 92 per gli altri è estensioni le misure previste nella L.170 / 2010)

– ciclo cognitivo limite  (se non rientrano nelle previsioni delle leggi 104/92 e 170/2010 è necessario personalizzare il percorso)

– Svantaggio sociale-culturale e non divulgazione della cultura della lingua italiana  L.53 / 2003 personalizzazione, e per gli alunni NAI possibile dall’articolo 5 DPR89 / 2009)

FIGURA COINVOLTE E COMPITI

La normativa vigente prevede quattro tipologie di gruppi di studio e di lavoro:

  • 1. il gruppo di lavoro interistituzionale provinciale  (GLIP)  presso presso USP in attuazione della L. n. 104/92, art. 15, comma 1.normativa: Legge n. 104 / 92D.M. n. 122/94
  • 2. Il gruppo di lavoro per l’integrazione scolastica degli alunni in situazione di Handicap presso l’USP  (GRUPPO H)  legislazione: Legge n. 104 / 92D.M. n. 122 / 94C.M. n. 123/94
  • 3. il gruppo di studio e di lavoro di istituto  (GLH)  ai sensi della L. n. 104/92, art. 15, comma 2. normativa: CM n. 262/88, par.2 Legge n. 104/92 DM n. 122/94

4. il gruppo tecnico di istituto  (GLHO)  per ciascun alunno in situazione di handicap in relazione ai singoli casi, ai sensi della L. n. 104/92, art.15, comma 2.normativa: Legge n. 104/92.

Il decreto di revisione del D.lgs. 66/2017, recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, riguarderà anche i gruppi per l’inclusione, in particolare il GIT.

Alla luce delle modifiche che saranno apportate, vediamo quali sono i succitati gruppi e quali funzioni svolgeranno.

Gruppi per l’inclusione

I gruppi per l’inclusione scolastica sono:

  1. il GLIR, a livello regionale;
  2. il GIT, a livello di ambito territoriale provinciale, uno per ogni ambito di ciascuna provincia;
  3. il GLI, a livello di singola istituzione scolastica
  4. i GLHO, a livello di singola istituzione scolastica

GLIR

I gruppi di lavoro interistituzionali regionali (GLIR) sono istituiti presso ciascun Ufficio Scolastico Regionale.

Il GLIR svolge i seguenti compiti:

  • consulenza e proposta all’USR per la definizione, l’attuazione e la verifica degli accordi di programma, previsti dagli articoli 13, 39 e 40 della legge 104/92, integrati con le finalità indicate dalla 107/2015, con particolare riferimento alla continuità delle azioni sul territorio, all’orientamento e ai percorsi integrati scuola-territorio-lavoro;

  • supporto ai Gruppi per l’inclusione territoriale (GIT);

  • supporto alle reti di scuole per la progettazione e la realizzazione dei Piani di formazione in servizio del personale.

Il GLIR è presieduto dal dirigente preposto all’USR o da un suo delegato, mentre gli altri membri sono individuati tramite un apposito decreto del Miur che ne definisce anche l’articolazione, le modalità di funzionamento, la sede, la durata e l’assegnazione di altre funzioni per il supporto all’inclusione.

GIT

I gruppi per l’inclusione territoriale (GIT) sono istituiti a livello di ambito territoriale provinciale (uno per ATP) o a livello delle città metropolitane maggiori.

Il GIT:

  • è composto da docenti esperti nell’ambito dell’inclusione, anche con riferimento alla prospettiva bio-psico-sociale, e nelle metodologie didattiche inclusive e innovative;

  • è nominato con decreto del direttore generale dell’ufficio scolastico regionale;

  • è coordinato da un dirigente tecnico o da un dirigente scolastico che lo presiede.

Per quanto riguarda i compiti, il GIT:

  • conferma la richiesta inviata dal dirigente scolastico all’USR relativa al fabbisogno delle misure di sostegno oppure esprime su tale richiesta un parere difforme;

  • supporta le scuole:

– nella definizione dei PEI, secondo la prospettiva bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF

– nell’uso ottimale dei molteplici sostegni disponibili, previsti nel Piano per l’Inclusione della singola istituzione scolastica

– nel potenziamento della corresponsabilità educativa e delle attività di didattica inclusiva

  • svolge ulteriori compiti di consultazione e programmazione delle attività nonché di coordinamento degli interventi di competenza dei diversi livelli istituzionali sul territorio. In tal caso, il GIT è integrato dalle associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità nell’inclusione scolastica e dagli Enti locali e dalle Aziende sanitarie locali.

Evidenziamo che in seguito alle modifiche apportate, il GIT non ha più il compito di formulare all’USR la proposta delle risorse di sostegno didattico da assegnare a ciascuna scuola.

Le modalità di funzionamento del GIT, la sua composizione, gli ulteriori compiti attribuiti, le forme di monitoraggio del suo funzionamento, la sede, la durata e l’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica, sono definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, sentito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.

GLI

I gruppi di lavoro per l’inclusione (GLI) sono istituiti presso ciascuna istituzione scolastica.

Il GLI è composto da:

  • docenti curricolari;

  • docenti di sostegno;

  • eventualmente da personale ATA;

  • da specialisti della Azienda sanitaria locale.

Il Gruppo è nominato dal dirigente scolastico.

Il GLI ha il compito di:

  • supportare il collegio docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l’inclusione;

  • supportare i docenti contitolari e i consigli di classe nell’attuazione dei PEI.

Per la definizione e l’attuazione del Piano di inclusione, il GLI si avvale della consulenza e del supporto di: studenti, genitori ed eventualmente della consulenza dei rappresentanti delle associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative del territorio nell’ambito dell’inclusione scolastica.

Per la realizzazione del Piano di inclusione e del PEI, il GLI collabora con il GIT e con le istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio.

GLHO

I Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione dei singoli alunni con disabilità sono costituiti a livello di istituzione scolastica.

IL GLHO è composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione di:

  • genitori dell’alunno o chi ne esercita la responsabilità genitoriale;

  • figure professionali specifiche, interne ed esterne alla scuola che interagiscono con la classe;

e con il supporto di:

  • unità di valutazione multidisciplinare

  • un rappresentante designato dall’Ente Locale

All’interno del Gruppo di Lavoro Operativo, inoltre, è assicurata la partecipazione attiva degli studenti con  disabilità in età evolutiva, ai fini dell’inclusione scolastica, nel rispetto del principio di autodeterminazione.

Il GLHO, tenuto conto del profilo di funzionamento, ha i seguenti compiti:

  • definizione del PEI;

  • verifica del processo di inclusione;

  • quantificazione delle ore di sostegno;

  • quantificazione delle altre misure di sostegno.

Ai componenti del GLHO non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o qualsiasi altro emolumento.

Dall’attivazione dei Gruppi di lavoro operativo non devono derivare, anche in maniera indiretta, maggiori oneri di personale.

FUNZIONE STRUMENTALE

  • È referente del progetto per l’integrazione scolastica d’Istituto per il Dirigente Scolastico nel monitoraggio i bisogni relativi all’integrazione.
  • Ha la conoscenza della situazione globale dell’istituto verso l’alto con bisogni educativi speciali.
  • Collabora con il Dirigente Scolastico per l’assegnazione delle ore di sostegno alla classe dell ‘alunno certificato.
  • Raccoglie e tiene la storia scolastica degli alunni dell’istituto.
  • Organizza il passaggio di informazioni, relative all’alunno, tra le scuole e all’interno dell’istituto.
  • Favorisce la comunicazione interna ed esterna, con particolare riferimento al rapporto Scuola-Famiglia-ULSS (L.104/92).
  • Contatta il personale ULSS per gli incontri di equipe.
  • Coordina il gruppo degli insegnanti di sostegno.
  • Incontra i genitori, se necessario.
  • Promuovere la raccolta delle buone prassi.

Si impegna a realizzare quanto possibile l’inclusione scolastica.

IL CONSIGLIO DI CLASSE O TEAM DOCENTI

Il contributo dei docenti curricolari all’inclusione è un “dovere deontologico”(D.M. 226/1995)

  • Realizza il progetto accoglienza per gli alunni della classe con particolare attenzione per gli alunni con bisogni educativi speciali.
  • Il PDF e il PEI sono redatti da tutto il Consiglio di classe, coordinato dal docente di Sostegno o dal Coordinatore della classe, dagli operatori sociosanitari e dalla famiglia e possono essere presi in visione dal GLH d’Istituto.
  • Svolge attività di orientamento per tutti gli alunni con particolare attenzione agli alunni con bisogni educativi speciali.
  • Progetta attività per tutta la classe per facilitare e migliorare la relazione le dinamiche di classe e l’inclusione.
  • Il Consiglio di classe prima della elaborazione del PEI definisce gli obiettivi minimi che NON fanno esclusivamente riferimento al solo curricolo, ma alle attitudini dell’alunno al fine di individuare competenze e capacità irrinunciabili al fine dell’orientamento per la realizzazione del progetto di vita.
  • Ogni docente del CdC/ Team considera nella sua programmazione sia le competenze di base essenziali (la capacità applicativa di un sapere) della sua disciplina, sia quelle relative alla vita pratica e di relazione.
  • Programma attività significative da far svolgere all’alunno che segue una programmazione differenziata nelle ore in cui non è presente l’insegnante di sostegno.

Definisce di comune accordo modalità e tempi di somministrazione delle verifich

INSEGNANTE DI SOSTEGNO:

  • Assume la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui opera;
  • Accoglie l’alunno e i Genitori dell’alunno;
  • Si fa carico di raccogliere le informazioni pregresse;
  • Discute e valuta insieme con gli insegnanti di classe e stende la programmazione individualizzata e si fa carico che sia condivisa da tutto il team docenti, gli operatori sociosanitari e le famiglie;
  • Organizza, in collaborazione con il team, le attività per l’alunno
  • Coordina anche in collaborazione con il referente d’istituto l’attività dell’operatore sociosanitario;
  • Tiene i rapporti con la famiglia (anche attraverso il“quaderno di viaggio”);
  • Facilita il lavoro di rete tra operatori scolastici, extrascolastici,famiglie monitorando le attività formative;
  • Partecipa alla stesura di tutti i documenti e progetti per l’integrazione;
  • Promuove l’innovazione metodologica e tecnologica favorendo l’utilizzo di linguaggi multimediali per le attività formative;

Garante, insieme al coordinatore di classe, della uniformità delle modalità pedagogiche di tutto il CdC/Team e della coerenza nel raggiungimento congiunto dei risultati attesi.

L’OPERATORE SOCIOSANITARIO:

  • Opera soprattutto nell’ambito dell’autonomia personale e sociale;
  • Formula la Diagnosi Funzionale ( art.2 comma 5 leg.104 e DPR 24 febbraio 1994);
  • Collabora alla realizzazione del PEI dando suggerimenti sulle attività;
  • Supporta l’insegnante di sostegno nel reperimento delle risorse delle diverse strutture per mediare il rapporto tra alunni ed ambiente;
  • Supporta nel raccordo scuola/famiglia;
  • Contribuisce alla verifica del raggiungimento degli obiettivi formulando osservazioni mirate sulle attività socio-educative e riabilitative;
  • Partecipa, se necessario, ai consigli di classe;

Si confronta con gli insegnanti sulle migliori modalità di gestione delle attività assistenziali, di accoglienza e di tutela.

EDUCATORI:

Gli Educatori sono una risorsa importante per la scuola: vengono assegnati su progetti educativi che prevedono la figura di un mediatore, facilitatore delle relazioni e delle autonomie personali degli alunni diversamente abili. Sono richiesti dal servizio di neuropsichiatria infantile. Sono parte integrante del progetto educativo predisposto sull’alunno/a, pertanto:

  • partecipano alla stesura e verifica della progettazione;
  • svolgono attività individualizzate predisposte dall’insegnante di sostegno all’interno o all’esterno dell’aula (come da piano di lavoro inserito nel PEI);
  • si alternano nell’orario scolastico con i docenti di sostegno, secondo i criteri stabiliti e il piano educativo individualizzato;
  • possono partecipare ai progetti, alle uscite didattiche previste per la classe (in questo caso non sono responsabili degli alunni, deve essere quindi previsto un congruo numero di docenti accompagnatori);
  • devono essere presenti agli incontri con le famiglie e gli operatori socio-sanitari.;

Si ricorda che gli assistenti educativi non hanno responsabilità sulla classe, ma solo sull’alunno con certificazione, pertanto non è possibile affidare a loro piccoli o grandi gruppi all’esterno della classe.

Il COLLABORATORE SCOLASTICO:

  • Garantisce l’assistenza di base degli alunni disabili leg.104, nota 3390/2001;
  • Collabora alla costruzione di un ambiente accogliente e stimolante per la maturazione delle autonomie personali della comunicazione;
  • Dichiara la propria disponibilità anche per le funzioni assistenziali di base ( quale ad esempio l’aiuto nel cambio di biancheria..) C.M.3390/2001, per le quali partecipa a momenti formativi e riceve un compenso accessorio;
  • Viene coinvolto nella progettazione per il ruolo prezioso che può svolgere in vari contesti scolastici;

Svolge attività specifiche su incarico del D.S.

La PARTECIPAZIONE della FAMIGLIA:

  • La Famiglia si rivolge al D.S. o alla funzione strumentale per ricevere informazioni relative alla progettualità formativa della scuola;
  • La Famiglia è tenuta a rinnovare la richiesta delle forme di sostegno previste dalla legge;
  • La Famiglia collabora alla stesura del PDF e del PEI confrontandosi col docente di sostegno, l’operatore sociosanitario il coordinatore di classe e l’equipe
  • La famiglia condivide alla fine del primo quadrimestre, qualsiasi variazione al PEI e al contratto formativo.

INCONTRI CON I GENITORI:

Oltre agli incontri istituzionali, ogni volta che si ritiene necessario.

Normativa:

  • legge 5 febbraio 1992 n.104, art.5;
  • DPR 24/02/94;
  • CM250 / 85.

 

 

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