PROGETTO LETTURA a.s. 2016/2017

I diritti naturali dei bambini e delle bambine

Molto spesso, in questi ultimi tempi, ci si ritrova a riflettere e a discutere sul problema dei diritti dei bambini e delle bambine. La prima cosa che generalmente io faccio, quando affronto questi temi, è quella di mettermi nei panni dei bambini e delle bambine. Credo infatti che sia importante fare memoria, cioè ripensarci noi bambini, ripensare a quando noi eravamo bambini e bambine. Per questo, è bene farsi alcune domande:

  • quali erano i nostri diritti?
  • chi ce li garantiva?
  • avevamo coscienza dei nostri diritti o – questo – era un fatto del tutto naturale?

A partire da questi interrogativi e dalle risposte che ho raccolto e che raccolgo da centinaia di adulti, da un pò di tempo a questa parte sto cercando di far capire ad insegnanti, genitori, educatori e politici, quanto siano importanti e fondamentali alcuni diritti. Per noi erano forse scontati, ma non lo sono oggi per i bambini e le bambine dei nostri territori, delle città e dei paesi del Nord del mondo. Se dovessi, oggi, portare un contributo alla riscrittura della Carta internazionale dei diritti dell’infanzia, sicuramente io aggiungerei anche questi diritti fra quelli “fondamentali”.

 

  1. IL DIRITTO ALL’OZIO: a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
  2. IL DIRITTO A SPORCARSI: a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti
  3. IL DIRITTO AGLI ODORI: a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura
  4. IL DIRITTO AL DIALOGO: ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare
  5. IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI: a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco
  6. IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO: a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura
  7. IL DIRITTO ALLA STRADA: a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade
  8. IL DIRITTO AL SELVAGGIO: a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi
  9. IL DIRITTO AL SILENZIO: ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua
  10. IL DIRITTO ALLE SFUMATURE: a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

Gianfranco Zavalloni


In particolare quest’anno per il nostro Progetto Lettura ci soffermeremo su due diritti che abbiamo raccolto poi in unico percoso:

  • Il diritto ad iniziare bene: qui mi riferisco alla problematica dell’inquinamento. L’acqua non è più pura come cantava San Francesco, l’aria è intrisa di pulviscoli di ogni genere. Da ciò l’esplosione delle allergie. La terra è fecondata dalla chimica di sintesi. Si dice sia il frutto non desiderato dello sviluppo e del progresso. Eppure in quel “tornare indietro” che molti di noi hanno vissuto fra il 1973 e il 1974, con la famosa “austerity”, abbiamo ritrovato il gusto della città, lo stare insieme in maniera conviviale, divertente, spensierata, senza l’assillo dell’automobile e del tempo. È questo che spesso i bimbi e bimbe ci chiedono. Da qui l’importanza dell’attenzione a quello che “fin da piccoli si mangia, si beve e si respira”.
  • Il diritto alla strada: La strada è per eccellenza il luogo per mettere in contatto. La strada e la piazza dovrebbero permettere l’incontro. Oggi sempre più le piazze sono dei parcheggi e le strade sono invivibili per chi non ha un mezzo motorizzato. Piazze e strade sono divenute paradossalmente luoghi di allontanamento. É praticamente impossibile vedere bambini giocare in piazza, spostarsi in bicicletta. Gli anziani sono continuamente in pericolo in questi luoghi. Dobbiamo ribadire che, come ogni luogo della comunità, la strada e la piazza sono di tutti, così come ancora è in qualche nostro piccolo paesino di montagna o in molte città del Sud del mondo.

Questo percorso può facilmente adattarsi a tutte le fasce di età, dall’infanzia alle scuola secondaria, seguendo diversi profili di spessore narrativo.

Si può passare da “Mangia i piselli” di Kes Gray per i più piccoli, a “’O Maé: storia di judo e di camorra”, un libro di Luigi Garlando che parla della vita quotidiana a Scampia e della battaglia per la riqualificazione del parco cittadino, perfetto per il progetto “diritto alla strada” per i più grandi.

Il percorso “rispettiamo l’ambiente” si presta a creare legami anche con gli altri diritti fondamentali di cui parla Zavalloni, in modo da ampliare le possibilità di approfondimento. Per esempio il “diritto alla strada” può essere esteso ad altri temi importanti, quali il diritto a sporcarsi, a usare le mani, il diritto al selvaggio (ritrovare il contatto con la natura, scoprire il mondo con i propri occhi, vivere avventure reali e non). Il vivere sano si presta ad essere punto di partenza per parlare di attività fisica, sport, ecologia ecc.

Anche Rodari ha scritto molto sul diritto dei bambini a “Giocare in strada”, sia filastrocche che vere e proprie favole (“Favole al telefono”, “Tante fiabe per giocare”).

Inoltre il “diritto a un buon inizio” si può collegare al diritto al dialogo e al silenzio: la comunicazione in famiglia è fondamentale, non solo per i più piccoli, ma anche per gli adolescenti, quando si “comincia” a diventare adulti e spesso il dialogo si interrompe.

Bibliografia progetto lettura 2016-2017

Bibliografia STRADA Alessia Canducci

Tutti i genitori e gli insegnanti sono invitati a partecipare all’incontro formativo

“E’ tempo di educare. Genitori e insegnanti sulle strade di Gianfranco Zavalloni” 

Giovedì 12 gennaio 2017 ore 17.30

Auditorium di Fontanelle, viale Capri n.8, Riccione

interverrà la professoressa dell’Università di Urbino Maria Chiara Michelini